Carteggi e amicizie

Attilio Hortis intreccia una fittissima rete di corrispondenti, alimentata dalla sua attività negli studi letterari e storici, dalla direzione della Biblioteca Civica e dall’impegno pubblico. Accanto a personalità di spicco della politica europea, compaiono uomini e donne della cultura e della letteratura.

Le lettere conservate nel Fondo Hortis restituiscono una trama viva di stima, confronto e collaborazione. Tra i suoi interlocutori figurano, tra gli altri, Giosuè Carducci, Angelo De Gubernatis, Edmondo De Amicis, Matilde Serao, Ettore Schmitz (Italo Svevo) e Gabriele d’Annunzio.

Trascrizione Quando presenti accanto ai manoscritti, le trascrizioni aiutano a seguire il contenuto delle lettere e a coglierne il tono: gratitudine, amicizia, collaborazione scientifica, partecipazione civile.

Una rete di studiosi

Il dialogo con Giosuè Carducci nasce attorno alla comune passione per Petrarca e per la tradizione letteraria italiana. Angelo De Gubernatis, direttore della Rivista Europea, valorizza pubblicamente i lavori del giovane bibliotecario, contribuendo alla sua affermazione nel panorama scientifico nazionale e internazionale.

Amicizie e vita culturale

Accanto ai rapporti accademici si collocano relazioni personali e incontri pubblici. Edmondo De Amicis, Matilde Serao ed Ettore Schmitz testimoniano una Trieste attraversata da conferenze, giornali, idee e nuove forme di partecipazione culturale, in cui la figura di Hortis è punto di riferimento riconosciuto.

Tra cultura e politica

Nel primo dopoguerra le corrispondenze riflettono anche la svolta politica e nazionale. Le lettere di Gabriele d’Annunzio, scritte nei giorni dell’armistizio del 1918 e durante la Reggenza del Carnaro, mostrano come la relazione intellettuale possa diventare, in certi momenti, voce di un’epoca.

Questa rete di relazioni accompagna Hortis fino al riconoscimento istituzionale. Il percorso prosegue con la nomina a Senatore del Regno.


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